Home Italian | French  
 

Rubrica di numismatica

« Il Conio»

La moneta da 5 lire del 1901 è la prima moneta che reca l’effige di Vittorio Emanuele III, il “Re Numismatico”.
Nella monetazione del Regno d’Italia rappresenta senza dubbio (assieme alle 50 Lire in oro di Vittorio Emanuele II) il pezzo più emblematico ed affascinante.
La sua particolarità sta nel fatto che, a tutt’oggi, non si è ancora giunti alla conclusione se si tratta di una moneta (tesi sostenuta dai più) oppure di una prova, in quanto non emessa ufficialmente. Infatti, in base agli accordi della Convenzione Monetaria Latina, la coniazione delle monete da 5 lire, con questo modulo e peso, era stata sospesa fin dal 1878 a causa della diminuzione del valore del metallo, che comportava come conseguenza l’alterazione del sistema delle parità fisse con il corso delle monete auree. Nonostante questa imposizione, il Re decise ugualmente di farla coniare, anche se non risulta esserci alcun decreto che ne autorizzasse né la coniazione né tanto meno la messa in circolazione.
Tuttavia, in una lettera inviata dal Re al suo tutore, il Tenente Colonnello Egidio Osio, si capisce che il Sovrano era ben conscio che la moneta a breve sarebbe diventata estremamente rara, aggiungendo poi che il conio del 5 lire era stato approntato come prova per ricavarne i coni dei moduli monetari minori. La missiva si concludeva con la previsione lungimirante che i pochi
scudi coniati sarebbero stati successivamente venduti ai collezionisti con intenti speculativi. Troviamo poi una dichiarazione del Carboneri (Segretario della Regia Commissione Monetale) che dichiara che sono 114, anche se non risulta da alcun documento ufficiale, i pezzi ufficialmente rimasti dopo il ritiro degli altri esemplari coniati; il ritiro venne effettuato in seguito alle pressioni fatte dalla Francia, per conto dell’Unione Monetaria Latina, che si rese conto che la moneta era stata coniata unicamente a fini speculativi, in

quanto era già stato stabilito da tempo che non poteva essere emessa. Con queste premesse il 5 Lire del 1901 è così
diventata una moneta estremamente ambita e ricercata dai collezionisti, con quotazioni che nel corso degli anni sono andate ad aumentare fino a giungere agli attuali € 50.000 o più necessari per il suo acquisto.

Dott. Simone Rocco di Torrepadula
Responsabile Numismatica Inasta s.a. (R.S.M.)
Perito Numismatico n. 927
Segretario Regionale Emilia-Romagna della N.I.A.
(Numismatici Italiani Associati)
Email:

 

 

Lampi di Vita

Storia di un Principe in esilio (Giugno 1946). Estratto dal libro scritto da Sua Altezza Reale il Principe Vittorio Emanuele
con Alessandro Feroldi

Il 6 giugno 1946, alle 5 e 45 del mattino, ho lasciato il suolo italiano sull’incrociatore Duca degli Abruzzi diretto in Portogallo, ci avevano detto che sarebbe stata “una questione di mesi” la nostra lontananza dall’Italia, non sapevo che stesse cominciando un lunghissimo e triste esilio. Papà aveva supplicato il padre e la madre di lasciarlo a Roma, voleva che dopo l’armistizio un Savoia restasse nella capitale minacciata dai tedeschi. Non faceva alcun calcolo politico, era spontaneo e molto coraggioso. Per me era l’ennesima partenza. Sentivo che non era proprio uno dei soliti viaggi, ma a nove anni un bambino rimane affascinato salendo a bordo di una vera nave, per di più da guerra, con tutto l’equipaggio in divisa.


Di questa nave mi è stata regalata una magnifica maquette, un modellino lungo un metro e mezzo che conservo gelosamente. Questa perfetta replica in miniatura mi è stata offerta dal Prof. Pallanca di Montecarlo, che
possiede, probabilmente, la più grande raccolta di modellini nautici al mondo. Impiegarono due anni a costruirlo ed è l’unica cosa che rimane della nave, radiata nel 1961. Hanno scritto di tutto sull’ultima volta in cui abbiamo visto l’Italia, su quella partenza dal molo Beverello del porto di Napoli, ma io non ricordo assolutamente di aver visto mia madre piangere. In verità non ho mai visto mia madre piangere in alcuna circostanza, proprio mai! E ancor meno mio padre Umberto. Il giorno prima della

partenza, Umberto e Maria José fecero colazione da soli nella sala del Don Chisciotte, al Quirinale, per l’ultima volta insieme in quel palazzo. A nulla varranno i tentativi di mia madre, di restare a
suo fianco sempre, come si conviene ad una regina. Umberto II aveva promesso a De Gasperi che moglie e figli sarebbero partiti subito per il Portogallo. La sera del primo giorno di navigazione – era stata davvero una giornata bellissima – al tramonto vedemmo in lontananza la Sardegna. Fu l’ultimo lembo di terra italiana che scorgemmo. Sbarcando a Lisbona, perdevamo l’ultimo pezzettino di Italia che avevamo sotto i piedi: la nave.

 

«Lampi di Vita»
Storia di un principe in esilio
Vittorio Emanuele di Savoia
con Alessandro Feroldi
Ed. Rizzoli

 

 

The origins of the Supreme Order of the Most Holy Annunciation begins in 1362, when Amadeus VI, Count of Savoy (1343-1383) instituted the order's earliest designation, under the title of Order of the Collar .

Under its first formulation, the order had fifteen knights. The number was symbolic of the number of daily masses celebrated with the order. In 1409, Amadeus VIII, Duke of Savoy, gave the order its first known statutes, and in 1434, he extended the order to five more knights.

Amadeus VIII's statutes were subsequently amended and reformed by Charles III, Duke of Savoy in 1518, by Emanuele Filiberto, Duke of Savoy in 1570, and thereafter by succeeding Sovereigns. The most recent took place on 11 June 1985 by HRH Victor Emmanuel, Prince of Naples and hereditary Grand Master of the order.

It is deemed appropriate to recognize those who have rendered distinguished service to the House of Savoy in the exercise of high civil offices, not requiring, when a such achievements could be demonstrated, nobility of birth as well.

 

Carta Reale


Norme Araldiche


Grande Collana


Piccola Collana

 

 
<< Start < Prev 1 2 3 4 5 6 7 Next > End >>

Results 1 - 4 of 28